Due anni fa, quando io e i miei compagni iniziavamo la prima media, gli insegnanti hanno deciso di creare una specie di “motto”, una frase semplice, ma con un significato speciale e importante. Questa frase era “NESSUNO ESCLUSO” e a me piace perché è stata ideata con uno scopo ben preciso ed è segno di affetto verso di noi da parte dei nostri professori; è per questo, infatti, che ho voluto iniziare a scrivere questo articolo, per parlare dei legami che noi ragazzi di oggi instauriamo a vicenda e per fare alcune riflessioni sul volersi bene.
Hanno inventato questo slogan, questa frase, in modo tale che noi alunni potessimo iniziare a passare più tempo gli uni con gli altri, immaginando e creando nuovi rapporti, rinsaldando “vecchie amicizie” che magari, a causa di qualche litigio, erano state sommerse da un’onda di malintesi. Secondo alcune persone, forse quelle più superficiali, questo motto non è tanto importante; questi si limitano soltanto a guardare l’aspetto di poche lettere poste una vicino all’altra per comporre una frase di cui loro stessi ignorano il significato e l’essenza. Sono solo parole sfuocate che gli occhi non riescono a mettere a fuoco e per questo si potranno trovare in difficoltà nel trovare nuovi amici. Le persone che trattano questo argomento con noncuranza non possono capire che “Nessuno escluso” è una frase che potrebbe spronarli a fare amicizia con ragazzi più timidi e silenziosi, con cui prima non parlavano (e magari insieme potrebbero trovarsi pure bene)…
Se ci si ferma a riflettere su questo, si può capire quanto l’insieme dei momenti che scandiscono la nostra vita sia imprevedibile: anche con una semplice, anzi semplicissima frase, due persone sono spinte dalla stessa voglia di fare amicizia che li conduce sulla medesima strada e li porta ad incontrarsi.
Le probabilità però che questo avvenga sono alte quanto lo sono quelle che non avvenga, in base al carattere che ciascuno.
Per gli studenti più sensibili e pieni di una grande immaginazione positiva, queste parole non formano soltanto un breve slogan, futile e banale, ma sono anche un incoraggiamento a fare di più, a rendere felici anime cupe che si nascondono per non essere giudicate.
“Nessuno escluso” può essere un motto, un punto di partenza per aiutarli a socializzare, quando, invece, altre persone pensano che non serva a niente.
Certo, bisogna anche dire che non sempre è facile aiutare gli altri e trovare nuovi amici, perché alcune volte può darsi che si perda tempo ad affiancare dei ragazzi che, alla fine, non vogliono apprezzare ciò che hai fatto per loro, non hanno interesse a ringraziarti, a ricambiare e neppure a continuare un rapporto, che probabilmente avrebbe potuto funzionare. Ragazzi che non riescono a capire che tutto quello che hai fatto lo hai ottenuto magari anche con tanta fatica perché volevi conquistare la loro fiducia e diventare qualcosa di più di un conoscente. Magari un amico…
Da un altro punto di vista, oggi è difficile mantenere promesse e obiettivi per far stare bene qualcun altro perché spesso siamo troppo presi dalla vita quotidiana e dai nostri affari per interessarci degli altri. La nostra generazione (compresa io, alcune volte) pensa più a sé che a persone con cui non hanno nessun genere di legame. Si prende cura del proprio piccolo e basta, quando invece potrebbe dare molto di più.
Infatti,purtroppo l’anno scorso, noi ragazzi di terza non abbiamo raccolto pienamente il messaggio e al posto di “andarci incontro”, ci siamo “andati contro”, anche a causa di malintesi che si sono ingigantiti col passare dei mesi, guastando il nostro grande legame che ci teneva uniti da tanto e, per questo, alcuni nostri compagni hanno riscontrato le conseguenze di questo “litigio di classe”.
Ci dispiace tanto che l’obiettivo dei professori non sia stato centrato fra noi ragazzi, ma speriamo di poter recuperare quest’anno con un po’ di aiuto reciproco e… con tanto affetto!
Per il momento possiamo solo sperare che ci potrà aiutare nuovamente…
#nessunoescluso
Aurora Iandiorio





