
Ebbene sì, come preannunciato dal titolo, l’ultimo sabato formativo dell’anno scolastico 2018-2019 è stato un misto di momenti seri e momenti in cui il divertimento, l’armonia e le amicizie sono state fondamentali per l’interazione.
L’ingresso, nel cortile della scuola San Giuseppe, è avvenuto venerdì 31 maggio, alle 17:30 circa, con il solito entusiasmo e voglia di vivere questo sabato formativo. Dopo di che il preside ha tenuto un breve discorso introduttivo sui due giorni dedicato a coloro che non avevano mai partecipato, come ad esempio i ragazzi della 1° media; successivamente ci siamo spostati nel cortile esterno dove, divisi in gruppi da tre, abbiamo svolto un attività sui valori fondamentali della vita, abbinandoli, in questo caso, ad un oggetto da noi ritenuto indispensabile per questo pernotto.
Dopodiché siamo scesi in mensa per preparare la nostra cena e, tra risate e scherzi, abbiamo preparato un po’ di piatti: la casa offriva hamburgers, piadine, spiedini con formaggio, prosciutto e pomodoro, spiedini di frutta, tiramisù (o tiramigiù a seconda dei punti di vista! 😋) e girelle alla nutella. Così, alle 7:15 la parte più attesa dai ragazzi, cioè l’allestimento dello spazio notte, è incominciata: nel giro di un quarto d’ora si sono erette tende, gazebo giganti, tende da spiaggia con lucine (da albero di Natale!) e barricate, come quella di una parte dei ragazzi di terza (soprannominati “suini”) che con materassini, zaini e creatività hanno messo ha punto un “fortino” inespugnabile; nel frattempo attività come calcio, pallavolo e schiaccia 5 hanno colmato i “buchi” tra un assemblaggio e l’altro. Ma ormai gli stomaci languivano e alle ore 20:00 abbiamo gustato le nostre preparazioni e… non erano niente male!
Finita la cena ci siamo disposti nella tensostruttura della scuola per vedere il film Freedom Writers, il quale trattava della vita dei ragazzi delle superiori a Long Beach: una vita sempre in pericolo e con la probabilità quasi certa di non andare al college. Ma la loro insegnante Erin Gruwell riesce dopo molti tentativi a convincerli che riusciranno ad andarci, inoltre riuscirà a liberare i suoi ragazzi dal fenomeno dell’omertà; infatti, quando qualcuno veniva ucciso per conto delle gang rivali, nessuno doveva e poteva fare i nomi dell’assassino per evitare ripercussioni.
Verso le 23:45 abbiamo vissuto un altro momento significativo dove tutti hanno ricordato i migliori momenti di quest’anno attorno ad un falò che illuminava e riscaldava la notte; poi siamo andati a dormire… si fa per dire! Molta gente nelle tensostrutture, dove si sarebbe dovuto dormire, si è messa a correre in giro per il campo, violando le costruzioni altrui e poi tornando indietro con nonchalance badando a non farsi beccare dalle torce degli animatori.
Alle 7:00 poi c’è stata la sveglia generale e la sistemazione di tende e oggetti vari, terminata con la colazione delle 8:00; da lì, pian pianino, le persone, accompagnate dai genitori, sono tornate a casa.
Personalmente ho apprezzato quest’iniziativa, soprattutto la parte emozionale-riflessiva che mi ha aiutato a comprendere al meglio ciò che mi lascerò alle spalle e ciò che mi porterò sempre con me nella vita, come le amicizie, la crescita e le emozioni; inoltre come al solito ho gradito il pernotto nella tensostruttura.
Un ringraziamento particolare ai miei compagni delle medie, i quali sono stati fonte di ispirazione per questo post.
Davide Finetti






